Apparecchi rilevanti

 

Credo sia doveroso evidenziare quegli apparecchi commerciali che a prescindere dal periodo storico si sono evidenziati al mio orecchio per le loro doti musicali distaccandosi dall'ordinarietà anche per dare un indicazione a chi si accosta per la prima volta all'alta fedeltà e non ha alcun riferimento certo. Questa selezione è fatta partendo da un ampio numero di apparecchi provati . Su alcuni di questi sono stati fatti anche rilievi strumentali di risposta in frequenza su carico reale, vedi prove tecniche

 

news Ci sono alcune new entry tra i diffusori rilevanti ma preferisco temporaneamente tacerne su queste pagine dal momento che, insieme ad alcune vecchie conoscenze, verranno da me trattati specificamente nell'ambito della rubrica "SENZA SCADENZA" sulle pagine della rivista Audio Review (a partire dal n.385), una rubrica che tratterà una decina di eccellenze timbriche nell'ambito dei diffusori vintage, uno al mese, analizzando le caratteristiche dei singoli progetti e con indicazioni specifiche di installazione. Solo a percorso ultimato aggiornerò questa pagina.

 

Amplificazioni, cd player e diffusori Grundig 

Non un modello specifico ma moltissimi sono gli apparecchi degni di rilievo in casa Grundig negli anni 74-86. Unico marchio su cui si ha questa "anomalia" causata, in gran parte, dal totale sviluppo CCI. Validi purché non siano stati manomessi. I modelli eccellenti sono in questo caso talmente tanti da meritare una pagina dedicata vedi  Grundig story

Questo sito, on-line dal 1999, è stato il primo al mondo a parlare delle qualità di questi prodotti attirando su di se sfottò di vario genere. Ora gli appassionati grundig prolificano anche se talvolta ciò avviene con la consueta accortezza e metodica di cui l'appassionato hifi è mediamente dotato soprattutto quando prova prodotti di costo non elevato...ovvero decisamente bassa.

 

Telefunken TL800 seconda serie 

Un diffusore che ha come età del progetto addirittura quarant'anni essendone stata pubblicata a catalogo una primissima versione (probabilmente non commercializzata e piuttosto diversa come frequenze di crossover dalla successiva) già nel 1972!

In realtà, a quanto ho avuto modo di constatare, ne sono state commercializzate due versioni: la prima, a catalogo dal 73, aveva telaietto anteriore in legno asportabile ed il midrange a cupola aveva un attenuatore acustico con 6 razze mentre la seconda, a catalogo solo dal 75-76, era commercializzata anche color nero con la spugna anteriore (tipo quella installata sulla AR10pi greco per intenderci) in luogo del telaio in legno e aveva come unica differenza di progetto rispetto alla precedente serie la presenza di un attenuatore sul midrange a 10 razze anziché a 6.

Tale maggiore attenuazione del mid toglie una colorazione che faceva assomigliare la prima serie più ad una AR10pi greco che ad un diffusore tedesco dalla timbrica neutra.

Questa ultima versione a condizione, essenziale, di venire impiegata con la spugna anteriore e di venire posta a pavimento è uno dei pochissimi diffusori dotato di convincente sonorità e rigore timbrico.

Ben peggiore il risultato se ascoltata con il telaietto in legno anteriore in luogo della spugna. Le TL700 e TL600 pur non essendo sgraziate non hanno le caratteristiche di rilievo di questo modello.

Unico inconveniente l'altezza dell'immagine: con diffusore a terra il tweeter si viene a trovare (essendo montato al centro del diffusore) veramente vicino al pavimento. Se prescindete però da questo aspetto privilegiando la sonorità questo è uno dei migliori diffusori in circolazione, un diffusore che rispetta la musica ed il timbro degli strumenti....anni luce da certi odierni esoterici progetti fatti solo per stupire ma senza alcuna validità musicale. Fermo restando l'impiego senza inclinazione all'indietro e a ridosso della parete di fondo, è opportuno un impiego in stanze in cui la parete alle spalle del punto di ascolto sia a distanza maggiore di 1,7m per evitare rinforzi eccessivi in gamma bassa. Praticamente una classica installazione tipo "caso C" in stanze di grandi dimensioni.

 

Rogers LS3/5a 15 ohm prima serie "golden badge"  

Tutti la conoscono ma pochi sanno che la prima serie a 15 ohm ha un crossover totalmente diverso dalle successive, in quanto inizialmente l'attenuazione del tweeter era ottenuta con un trasformatore ,mentre sulle successive l'attenuazione era resistiva con la conseguente diminuzione del fattore di smorzamento e della linearità. Un diffusore senza particolari problemi di collocamento, che consente un ascolto equilibrato con l'ovvio limite della tenuta in potenza che impedisce volumi orchestrali. Uno dei pochissimi due vie da piedistallo in cassa chiusa che suona grazie alla particolare voluta esaltazione di una parte del basso che compensa la parziale cancellazione a quelle frequenze a causa della distanza dal pavimento. Il progetto originale BBC fu dato in licenza a molti costruttori (Rogers, Spendor, Goodmans, Audiomaster, Chartwell, RAM, etc) e la votazione a cui mi riferisco è relativa alle prime versioni di LS3/5a Rogers che avevano il marchietto in ottone sulla tela e l'etichetta posteriore più piccola delle successive.Ho avuto diversi esemplari di 15ohm successive a questa serie e tutte erano decisamente peggiorative in termini di apertura e trasparenza.

 

Dahlquist DQ10 seconda serie 

Delle tre serie prodotte mi riferisco alla versione NON speculare con crossover utilizzante condensatori in poliestere (di colore giallo marchiati Dahlquist). La versione antecedente con condensatori elettrolitici suona più chiusa così come meno fresche e musicali sono le successive (speculari) "improved". Se cercate una cassa a gamma intera con installazione a pavimento un'ottima soluzione è un paio di DQ10. L'installazione va possibilmente fatta sui tre piedini in legno in dotazione ed è molto sensibile alla distanza della parete posteriore (a causa del mid-basso philips non in cassa), nonché occorre inclinare la cassa verso il punto di ascolto. Uno dei migliori multivia in circolazione. Eccellente la profondità di campo e l'ampiezza della scena sonora quando è collocata e amplificata in modo opportuno.

 

Klipsch Heresy prima serie  

La riconoscete immediatamente dalle altre due serie prodotte in quanto l'unica con altoparlanti (woofer in primis) montati dall'interno. Tale scelta presentando un bordo di riflessione in prossimità della sospensione del woofer determina di fatto una dispersione ma soprattutto una risposta in frequenza in gamma media (la parte riprodotta dal woofer) piuttosto diversa da quella ottenibile dal montaggio esterno. Di gran lunga la miglior Klipsch che il mio orecchio ha ascoltato (guarda caso pure lei in sospensione pneumatica) dotata di trasparenza e liquidità sul medioalto da prima della classe, necessita di un'istallazione a pavimento nonché a ridosso della parete posteriore se volete che esca la parte di basso/mediobasso altrimenti piuttosto parca. In tali condizioni e con un full CCI alle spalle le Heresy I sono ottime macchine da musica. Due le pecche a mio avviso più evidenti: il mediobasso un pochino stopposo molto probabilmente causato dalla cassa lasciata da progetto vuota (ovvero senza assorbente interno) e la direttività spiccata delle trombe in senso verticale che a fronte di una installazione a pavimento porterebbe ad un'inclinazione all'indietro della cassa. Tale inclinazione non è però indolore ed infatti la migliore soluzione come equilibrio timbrico la si ha senza inclinazione perdendo qualcosa sugli alti.

Un diffusore adatto a stanze medio/piccole che come tutti i diffusori trasparenti va a nozze con un full CCI così come evidenzia spietatamente le durezze di un'elettronica a monte in cui il "Problema" sia ancora presente in modo rilevante. La differenza presente rispetto alle serie successive è di rilievo.

 

 

Leak tl 12 point one  

Uno dei finali a valvole dal maggior spessore musicale. Ottima profondità di campo e ariosità anche se sentito a confronto di un ampli full CCI ci si accorge che manca ancora della musica ! Sicuramente comunque un finale consigliabile ai patiti delle "ampolline di vetro" anche se il suono cambia molto da esemplare ad esemplare (ho sentito una versione con condensatori attuali funzionare decisamente meglio di quella originale con condensatori in carta e olio, mentre un altro esemplare sempre modernizzato funzionava decisamente peggio) : il consiglio rimane sempre quello di ascoltare con attenzione e senza pregiudizi prima di una scelta. I Leak sono tra i pochissimi apparecchi classici che a causa del loro originario montaggio inseriti in mobiloni d'epoca  hanno rispetto agli altri amplificatori un vantaggio : NON HANNO il coperchio sotto !  Questo fattore si ripercuote in una parziale quanto casuale soluzione del problema CCI

 

McIntosh Mc30  

Un classico che ha fatto grande il nome McIntosh, fluidità e godibilità tipica dei migliori valvolari (che casualmente per come sono costruiti sono parzialmente CCI...)

 

Classe' audio DR3b / DR3 VHC  

Una liquidità della gamma medioalta simile ad apparecchi CCI pur senza possedere la stessa profondità di campo e la stessa capacità di "staccare" tra loro gli strumenti. Rimane comunque uno dei pochi finali a stato solido, tra quelli "esoterici" che ho provato, che mi ha lasciato un piacevole ricordo.

 

Quad II + QUAD 22 

Li ho avuti ed apprezzati solo se accoppiati insieme, il pre era troppo aperto mentre il finale risultava un pò chiuso ma insieme utilizzando il phono (quando li avevo ancora il cd non l'avevano inventato per cui non saprei dirvi come va l'ingresso linea del pre...) il risultato era godibile e musicale.

 

Pioneer M22 

Un classe A con massicce dosi di controreazione che dovrebbe fare molto riflettere i fautori dello "zero feedback" i quali proprio ascoltando amplificatori come questo dovrebbero rendersi conto dell'infondatezza di talune teorie...

 

Radford ZD22 + ZD50  

Un'accoppiata tra le più musicali in cui vi erano parziali (quanto consapevoli?) spunti di sviluppo nell'ottica CCI. Il signor Radford le orecchie le aveva buone....

 

Jadis JA80  

Tra gli Jadis quello che mi è piaciuto di più (ho ascoltato in condizioni controllate anche i JA30 e i JA200), dotato di buon corpo e contrasto, tra i migliori valvolari odierni a condizione di impiegarlo con cavi normali ....condizione che vale anche per tutti gli altri apparecchi qui elencati. Per cavi normali intendo quelli consigliati nel paragrafo dedicato nel "verità scomode"

 

Quicksilver 8417  

Meglio della successiva versione con le kt88 che era un po' più spigolosa. Un valvolare fluido e piacevole, insieme agli Jadis una delle migliori espressioni tra i valvolari odierni che mi sia capitato di ascoltare.

 

Pre DNM  

Uno scatolotto insignificante a transistor, che nella sua versione con alimentazione da rete mi ha lasciato una buona impressione : immagine un poco compressa rispetto all' xv7500 Grundig ma senza quelle colorazioni tipiche di quasi tutti i pre valvolari che mi sono capitati. Sicuramente raccomandabile anche se di difficile reperibilità.

 

Snell type A prima e seconda serie   

Progetto ambizioso (ed ingombrante) che ha sicuramente una sua attrattiva nell'estetica. Personalmente l'ho sentita andare bene e malissimo in funzione della stanza in cui era installata. Il problema maggiore è una certa carenza sul mediobasso (incrocio tra woofer e midrange) che rende le voci e certi strumenti un pò leggeri ed appiattiti. Riuscendo a trovare una posizione adeguata per ottemperare a questo problema la type A evidenzia un suono imponente non colorito anche se mai molto arioso. Un buon progetto, soprattutto la prima serie. Tutt'altra cosa la terza serie con tw posteriore che non consiglio.

 

Gale GS401  

Inserisco a buon diritto anche questo vecchio progetto Gale che pur con notevoli inconvenienti di ribordatura (hanno sospensioni in foam sia i 2 woofer che il mid a cono....) è sicuramente insieme alle DM6 prima serie e alle Rogers LS3/5a quanto di meglio la scuola inglese sia riuscita a partorire. Meglio se ascoltate in verticale (appoggiate su uno dei "tappi" metallici cromati) e alzate da terra di circa 40-45cm.

 

Quad ESL 63 prima serie  

Unico dipolo in questa lista , la preferisco anche alla vecchia ESL se installata e amplificata a dovere. Occorre però avere la parete posteriore assorbente  (un tendone in velluto pesante può andare già molto bene) e una distanza tra diffusore e parete posteriore di circa 100-110cm misurata dal centro del diffusore. Funzionano bene sul loro piedistallo QUAD dedicato con cui si ottiene una ragguardevole prestazione anche in gamma bassa a condizione di avere la parete alle proprie spalle vicina al punto di ascolto (35 cm circa). Occorre inoltre inclinare il diffusore sia verticalmente che orizzontalmente verso il punto di ascolto (data l'accentuata direttività sul medioalto).

Rimangono i limiti di coerenza sul basso e mediobasso tipici di tutti i dipoli che si possono minimizzare con molto lavoro speso per un posizionamento adeguato in funzione della propria stanza.

La prima serie in produzione fino alla matricola 11600 aveva pannelli con supporto in plastica nera al contrario dei successivi con supporto color avorio...meno efficienti i primi ma con una decisamente migliore resa della gamma altissima e conseguente migliore definizione generale. Purtroppo queste si trovano frequentemente con i pannelli guasti (scollati) e per quanto non sia particolarmente difficile ripararle per un buon tecnico, determinano problemi per chi si avventura verso un acquisto alla cieca (e cioè senza che venga fornita alcuna garanzia sull'usato).

 

Radford Monitor 180  

Un diffusore molto raro che ho solo recentemente avuto occasione di ascoltare in buone condizioni di installazione. Un ottimo progetto con una gamma media e mediobassa assolutamente scevra da colorazioni, un basso abbondante ed esteso che ne consiglia l'utilizzo con un punto di ascolto ben distante dalla parete alle proprie spalle. La dote migliore è a mio avviso la coerenza abbinata ad una spiccata assenza di colorazioni a ciò si aggiunge l'emissione a 180° veri che permette di riportare una sensazione (chi ha in mente le Allison One qui siamo su un altro pianeta...) di un fronte sonoro veramente ampio, "spesso" e godibile in larghezza. Difetti: un'apertura non eccelsa in alto, equiparabile circa (vado a memoria) a quella delle Snell type A (ma sul mediobasso sono migliori le Radford) ed una non eccelsa definizione a causa dei due tweeter (e due mid) che per quanto montati non "a vista " tra loro qualche interferenza la generano comunque. Un diffusore che, riuscendo a trovarlo,  merita pienamente di essere provato con attenzione.

 

B&W DM6 prima serie  

Ovvero per chi ha buona memoria , la versione che aveva il controllo di livello sul woofer, il midrange tutto in kevlar (compreso la cupola centrale) e il pannello frontale in legno (contrariamente alla serie successiva che era in materiale plastico). A mio avviso il miglior B&W mai prodotto e in assoluto un diffusore di rilievo dotato di grande dolcezza e profondità di campo. Unico accorgimento da adottare (oltre al lasciare i controlli tw e mr in posizione flat): lasciare inserite le griglie dei medioalti e rimosse le griglie dei woofer, la differenza in questo modello e notevolissima. Nel mio ambiente otteneva il miglior equilibrio attenuando al massimo il livello del wf.

Provate ad ascoltarlo a confronto delle "tecnologiche" B&W attuali se volete rendervi conto di quanto si sia perso in termine di armoniche e fluidità "avanzando" negli anni.

 

Krell ksa 50 prima serie  

A mio parere il miglior Krell mai costruito, ma anche un finale in grado di restituire una ottima dinamica con un già buon contenuto armonico. Rimane una certa crudezza nel restituire una gamma medioalta comunque non sgradevole.

 

Legenda:

sufficiente

discreto

buono

ottimo

eccellente

 

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