Apparecchi rilevanti

 

Credo sia doveroso evidenziare quegli apparecchi commerciali che a prescindere dal periodo storico si sono evidenziati per le loro doti musicali distaccandosi dall'ordinarietà anche per dare un indicazione a chi si accosta per la prima volta all'alta fedeltà e non ha alcun riferimento certo. Un elenco di questo genere state certi che mai e poi mai lo troverete su una rivista del settore la quale ha convenienza a convincervi che il nuovo è sempre meglio del vecchio...perchè sul nuovo ci campa con la pubblicità.

 

Amplificazioni e diffusori Grundig *****

Non un modello specifico ma diversi sono gli apparecchi degni di rilievo in casa Grundig negli anni 77-86. Unici apparecchi (conosciuti da me purtroppo solo nel 92) su cui ho riscontrato in taluni modelli un totale sviluppo CCI. Validi purché non siano stati manomessi. I modelli eccellenti sono in questo caso talmente tanti da meritare una pagina dedicata vedi  Grundig story news

 

Telefunken TL800 seconda serie*****

Per me è stato una recente scoperta questo diffusore che ha come progetto addirittura quasi quarant'anni essendone stata pubblicata a catalogo una primissima versione (probabilmente non commercializzata e piuttosto diversa come frequenze di crossover dalla successiva) già nel 1972!

In realtà, a quanto ho avuto modo di constatare, ne sono state commercializzate due versioni: la prima, a catalogo dal 73, aveva telaietto anteriore in legno asportabile mentre la seconda, comparsa a catalogo solo nel 76 (sul secondo catalogo di quell'anno e rimaste a catalogo per pochissimo tempo...un anno circa) aveva come parte anteriore, in luogo del telaietto, la classica spugna per altoparlanti che si usava all'epoca (tipo quella installata sulla AR10pi greco per intenderci) nonché alcune piccole differenze di cui quella più eclatante: un diverso attenuatore acustico applicato sul mid alto che veniva ad essere maggiormente attenuato. Questa ultima versione a condizione, essenziale, di venire impiegata con la spugna anteriore e di venire sollevata (con leggera inclinazione anteriore come da catalogo) non più di 12-13cm dal pavimento è al momento l'unico diffusore che le mie orecchie hanno ascoltato in grado di competere alla pari (con alcuni pro e alcuni contro) con la serie multivia professional Grundig: la coerenza è quella e la trasparenza quasi ed ottenuta con alcuni espedienti veramente particolari ed originali ma comprensibili ed apprezzabili se si conoscono i principi che hanno dettato alcune scelte in Grundig. All'epoca sicuramente un po' di spionaggio industriale c'era...

Ben distante si colloca se ascoltata con il telaietto in legno....salvo sostituirlo con la spugna e copiare anche l'attenuatore acustico del mid-alto...) nonchè le TL700 e TL600 che pur non essendo sgraziate non hanno le caratteristiche di rilievo di questo modello.

Il risultato all'ascolto è una sorta di "miscela" tra le caratteristiche delle Grundig professional (850a-1500a-2500a) e quelle delle "simul-monovia" Grundig SL1000 , unico inconveniente l'altezza dell'immagine: con diffusore alzato di 12-13cm il tweeter si viene a trovare (essendo montato al centro del diffusore) a soli 45cm da terra! Se prescindete però da queste paranoie audiofile....questo è uno dei migliori diffusori extra-Grundig che siano mai stati creati, un diffusore che rispetta la musica ed il timbro degli strumenti....anni luce da certi odierni esoterici progetti fatti solo per stupire ma senza alcuna validità musicale.

 

Dahlquist DQ10 seconda serie  ****

Delle tre serie prodotte mi riferisco alla versione NON speculare con crossover utilizzante condensatori in poliestere (di colore giallo marchiati Dahlquist). La versione antecedente con condensatori elettrolitici suona più chiusa così come meno fresche e musicali sono le successive (speculari) "improved". Se cercate una cassa a gamma intera con installazione a pavimento un'ottima soluzione è un paio di DQ10. Non avrete la coerenza dei due vie Grundig o delle DSL ma se chiudete mezzo occhio vi offriranno un grandissimo suono. L'installazione va fatta sui tre piedini in legno in dotazione (o se proprio la volete alzare di max.10-15cm abbiate cura di mantenere l'inclinazione all'indietro e 3 punti di appoggio) ed è molto sensibile alla distanza della parete posteriore (a causa del mid-basso philips non in cassa), nonché occorre inclinare la cassa verso il punto di ascolto. Uno dei migliori multivia che ho ascoltato. Eccellente la profondità di campo e l'ampiezza della scena sonora quando è collocata e amplificata in modo opportuno.

 

Leak tl 12 point one ****

Uno dei finali a valvole dal maggior spessore musicale. Ottima profondità di campo e ariosità anche se sentito a confronto di un ampli full CCI ci si accorge che manca ancora della musica ! Sicuramente comunque un finale consigliabile ai patiti delle "ampolline di vetro" anche se il suono cambia molto da esemplare ad esemplare (ho sentito una versione con condensatori attuali funzionare decisamente meglio di quella originale con condensatori in carta e olio, mentre un altro esemplare sempre modernizzato funzionava decisamente peggio) : il consiglio rimane sempre quello di ascoltare con attenzione e senza pregiudizi prima di una scelta. I Leak sono tra i pochissimi apparecchi classici che a causa del loro originario montaggio inseriti in mobiloni d'epoca  hanno rispetto agli altri amplificatori un vantaggio : NON HANNO il coperchio sotto !  Questo fattore si ripercuote in una parziale quanto casuale soluzione del problema CCI

 

McIntosh Mc30 ****

Un classico che ha fatto grande il nome McIntosh, fluidità e godibilità tipica dei migliori valvolari (che casualmente per come sono costruiti sono parzialmente CCI...)

 

Classe' audio DR3b / DR3 VHC ****

Una liquidità della gamma medioalta simile ad apparecchi CCI pur senza possedere la stessa profondità di campo e la stessa capacità di "staccare" tra loro gli strumenti. Rimane comunque uno dei pochi finali a stato solido, tra quelli "esoterici" che ho provato ( link apparecchi provati ), che mi ha lasciato un piacevole ricordo.

 

Quad II + QUAD 22***

Li ho avuti ed apprezzati solo se accoppiati insieme, il pre era troppo aperto mentre il finale risultava un pò chiuso ma insieme utilizzando il phono (quando li avevo ancora il cd non l'avevano inventato per cui non saprei dirvi come va l'ingresso linea del pre...) il risultato era godibile e musicale.

 

Pioneer M22 ***Un classe A con massicce dosi di controreazione che dovrebbe fare molto riflettere i fautori dello "zero feedback" i quali proprio ascoltando amplificatori come questo dovrebbero rendersi conto dell'infondatezza di talune teorie...

 

Radford ZD22 + ZD50 ***

Un'accoppiata tra le più musicali in cui vi erano parziali (quanto consapevoli?) spunti di sviluppo nell'ottica CCI. Il signor Radford le orecchie le aveva buone....

 

Jadis JA80 ***

Tra gli Jadis quello che mi è piaciuto di più (ho ascoltato in condizioni controllate anche i JA30 e i JA200), dotato di buon corpo e contrasto, tra i migliori valvolari odierni a condizione di impiegarlo con cavi normali ....condizione che vale anche per tutti gli altri apparecchi qui elencati. Per cavi normali intendo quelli consigliati nel paragrafo dedicato nel verità scomode

 

Quicksilver 8417  ***

Meglio della successiva versione con le kt88 che era un po' più spigolosa. Un valvolare fluido e piacevole, insieme agli Jadis una delle migliori espressioni tra i valvolari odierni che mi sia capitato di ascoltare.

 

Pre DNM ***

Uno scatolotto insignificante a transistor, che nella sua versione con alimentazione da rete mi ha lasciato una buona impressione : immagine un poco compressa rispetto all' xv7500 Grundig ma senza quelle colorazioni tipiche di quasi tutti i pre valvolari che mi sono capitati. Sicuramente raccomandabile anche se di difficile reperibilità.

 

Rogers LS3/5a 15 ohm  ***

Tutti la conoscono ma pochi sanno che la prima serie a 15 ohm ha un crossover totalmente diverso dalle successive, in quanto inizialmente l'attenuazione del tweeter era ottenuta con un trasformatore ,mentre sulle successive l'attenuazione era resistiva con la conseguente diminuzione del fattore di smorzamento e della linearità. Un diffusore senza particolari problemi di collocamento, che consente un ascolto equilibrato con l'ovvio limite della tenuta in potenza che impedisce volumi orchestrali. Uno dei pochissimi due vie da piedistallo in cassa chiusa che suona grazie alla particolare voluta esaltazione di una parte del basso che compensa la parziale cancellazione a quelle frequenze a causa della distanza dal pavimento (vedi installazione diffusori ).

 

Snell type A prima e seconda serie  ***

Progetto ambizioso (ed ingombrante) che ha sicuramente una sua attrattiva nell'estetica. Personalmente l'ho sentita andare bene e malissimo in funzione della stanza in cui era installata. Il problema maggiore è una certa carenza sul mediobasso (incrocio tra woofer e midrange) che rende le voci e certi strumenti un pò leggeri ed appiattiti. Riuscendo a trovare una posizione adeguata per ottemperare a questo problema la type A evidenzia un suono imponente non colorito anche se mai molto arioso. Un buon progetto, soprattutto la prima serie. Tutt'altra cosa la terza serie con tw posteriore che non consiglio.

 

Gale GS401 ***

Inserisco a buon diritto anche questo vecchio progetto Gale che pur con notevoli inconvenienti di ribordatura (hanno sospensioni in foam sia i 2 woofer che il mid a cono....) è sicuramente insieme alle DM6 prima serie e alle Rogers LS3/5a quanto di meglio la scuola inglese sia riuscita a partorire. Meglio se ascoltate in verticale (appoggiate su uno dei "tappi" metallici cromati) e alzate da terra di circa 40cm.

 

B&W DM6 prima serie ***

Ovvero per chi ha buona memoria , la versione che aveva il controllo di livello sul woofer, il midrange tutto in kevlar (compreso la cupola centrale) e il pannello frontale in legno (contrariamente alla serie successiva che era in materiale plastico). A mio avviso il miglior B&W mai prodotto e in assoluto un diffusore di rilievo dotato di grande dolcezza e profondità di campo. Unico accorgimento da adottare (oltre al lasciare i controlli tw e mr in posizione flat): lasciare inserite le griglie dei medioalti e rimosse le griglie dei woofer, la differenza in questo modello e notevolissima. Nel mio ambiente otteneva il miglior equilibrio attenuando al massimo il livello del wf.

Provate ad ascoltarlo a confronto delle "tecnologiche" B&W attuali se volete rendervi conto di quanto si sia perso in termine di armoniche e fluidità "avanzando" negli anni.

 

Quad ESL 63 prima serie **°

Unico dipolo in questa lista , la preferisco anche alla vecchia ESL se installata e amplificata a dovere. Occorre però avere la parete posteriore assorbente  (un tendone in velluto pesante può andare già molto bene). Rimangono i limiti di coerenza sul basso e mediobasso tipici di tutti i dipoli che vengono a mitigarsi con installazione a pavimento senza piedistallo a condizione di inclinare il diffusore sia verticalmente che orizzontalmente verso il punto di ascolto (data l'accentuata direttività sul medioalto). La prima serie in produzione fino alla matricola 11600 aveva pannelli con supporto in plastica nera al contrario dei successivi con supporto color avorio...meno efficienti i primi ma con una decisamente migliore resa della gamma altissima e conseguente migliore definizione generale. Purtroppo queste si trovano frequentemente con i pannelli guasti (scollati) e per quanto non sia particolarmente difficile ripararle per un buon tecnico, determinano problemi per chi si avventura verso un acquisto alla cieca (e cioè senza che venga fornita alcuna garanzia sull'usato).

 

Radford Monitor 180 **°

Un diffusore molto raro che ho solo recentemente avuto occasione di ascoltare in buone condizioni di installazione. Un ottimo progetto con una gamma media e mediobassa assolutamente scevra da colorazioni, un basso abbondante ed esteso che ne consiglia l'utilizzo con un punto di ascolto ben distante dalla parete alle proprie spalle. La dote migliore è a mio avviso la coerenza abbinata ad una spiccata assenza di colorazioni a ciò si aggiunge l'emissione a 180° veri che permette di riportare una sensazione (chi ha in mente le Allison One qui siamo su un altro pianeta...) di un fronte sonoro veramente ampio, "spesso" e godibile in larghezza. Difetti: un'apertura non eccelsa in alto, equiparabile circa (vado a memoria) a quella delle Snell type A (ma sul mediobasso sono migliori le Radford) ed una non eccelsa definizione a causa dei due tweeter (e due mid) che per quanto montati non "a vista " tra loro qualche interferenza la generano comunque. Un diffusore che, a trovarlo,  merita pienamente di essere provato con attenzione.

 

Krell ksa 50 prima serie  **

A mio parere il miglior Krell mai costruito, ma anche un finale in grado di restituire una ottima dinamica con un già buon contenuto armonico. Rimane una certa crudezza nel restituire una gamma medioalta comunque non sgradevole.

 

Legenda:

sufficiente

*

discreto

**

buono

***

ottimo

****

eccellente

*****

 

 

 

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