Amplificazione LINEAR TRANSFER

 

In questa sezione intendo sottolineare solo alcuni aspetti circuitali dei criteri di progetto di un amplificatore; ometto intenzionalmente gli aspetti di interfacciamento telaio-circuitazione  (CCI) ad alta frequenza che rappresentano la prerogativa di queste amplificazioni e il frutto di tre decenni di lavoro: dovrei considerarmi semplicemente pazzo se rivelassi con leggerezza quanto ho appreso in questi anni...

Contrariamente a quanto si crede (che tra l'altro sembrerebbe la cosa più logica) la circuitazione di un amplificatore non è il problema fondamentale da risolvere per ottenere un amplificatore di qualità. Beninteso essa comporta sì un'influenza pari al 15-20% sulla qualità complessiva di un amplificatore che diviene rilevante solo dopo aver risolto il principale problema di interfacciamento col telaio (che comporta un'influenza dell'80-85%!) a condizione che venga rispettata una adeguata linearità di risposta in frequenza su carico reale.

Il problema "risposta in frequenza" viene infatti dai più non considerato rilevante ma come dimostrano i rilievi strumentali del link misure ci si trova spesso (soprattutto con ampli valvolari o peggio ancora con zero feedback) con rilievi su carico reale tutt'altro che lineari a fronte di un'impedenza di uscita tutt'altro che trascurabile rispetto a quella di carico. Tenete presente che a certe frequenze (gamma media e alta fino ai 13-14KHz ) l'orecchio è in grado di discriminare variazioni di 0,1-0,2 dB. A fronte però di due amplificatori che presentano differenze, tra loro, di risposta in frequenza su carico reale entro il range di 0,1dB, mi sento tranquillamente di affermare (a fronte delle verifiche attuate negli ultimi 25 anni...) che la differenza presente all'ascolto sarà esclusivamente dovuta al differente comportamento circuito/telaio.

Per chi crede che la differenza sia relativa a fattori di distorsione consiglio di leggere la prova del fenice 20...

Non pensate di ottenere miracoli all'ascolto cambiando condensatori resistenze o transistor qua e là: il suono cambia anche in funzione dei componenti che vengono sostituiti ma in misura inferiore a quanto può incidere una buona circuitazione. La prima versione dei mono MA100 era funzionante in classe A e senza retroazione globale : al di là delle mode, purtroppo tale scelta si è rivelata totalmente sbagliata! Ciò che sto per dire potrà sembrare strano, ma è uno dei fondamenti per ottenere una circuitazione ben suonante (attenzione: parlo della sola circuitazione, non dell'amplificatore finito). Essendo il problema CCI relativo ad interferenze ad alta frequenza che nascono nell'amplificatore e si propagano sia sulla rete elettrica sia nell'etere, occorre avere un elevato fattore di retroazione ad alta frequenza per ridurre il più possibile l'influenza di queste sul loop dell'amplificatore, (tutt'altra cosa che avere un alto fattore di retroazione convenzionale). Normalmente per problemi di stabilità viene limitato in frequenza il guadagno ad anello aperto e di conseguenza la retroazione ad alta frequenza. Ottenere ciò è quindi tutt'altro che semplice e comporta scelte particolari . Non è certo questa la sede adatta ad una lezione sulla compensazione di un amplificatore, per cui a chi ne fosse interessato consiglio la lettura attenta della teoria dei poli e degli zeri per la compensazione degli stadi di amplificazione (che si trova facilmente su qualche buon testo scolastico di elettronica), tenendo però in conto che l'obiettivo che ci si prefigge non è solo una buona stabilità ma anche e soprattutto un elevato guadagno ad anello aperto ad alta frequenza e di conseguenza una elevata retroazione anche all'estremo alto della banda audio.

E' inoltre decisamente vantaggioso impedire il transito di spurie AF nell'ambito del circuito per cui un passa-basso con taglio a 80-90KHz (per evitare udibili attenuazioni sulla risposta in frequenza è meglio non scendere al di sotto) è fortemente consigliato.

Ribadisco che quanto sopra detto NON è l'intervento CCI (che è ben altra cosa) ma solo un approccio circuitale più corretto in relazione al problema che ci troviamo a trattare. Per quanto riguarda il funzionamento in classe A, in tutti questi anni ho potuto riscontrare i seguenti due fattori :

1) Ciò che causa un cambiamento all'ascolto è un sostanziale aumento della polarizzazione  (che non necessariamente deve arrivare alla classe A per ottenere tale cambiamento).

2) Il cambiamento che si ottiene sul suono alzando considerevolmente la polarizzazione può essere un miglioramento o un peggioramento in funzione di quanto si è risolto il problema fondamentale (CCI)

 

…A buon intenditor poche parole!

I miei apparecchi nel corso degli anni sono stati oggetto di diversi tentativi di plagio, certo l'esito è stato ben diverso dall'originale, ma....in genere non si cerca di copiare ciò che funziona male!

 

home (GB)       home (I)         e-mail