Risposta in frequenza su carico reale e impedenza di uscita |
La misura di risposta in frequenza su carico reale è fondamentale per comprendere quanto un ampli possa essere effettivamente fregiato del titolo "hi-fi". Molti apparecchi odierni hanno impedenze di uscita talmente elevate da compromettere enormemente la risposta in frequenza su carico reale (che viene ad assomigliare alla curva dell'impedenza del carico).
Questo aspetto è tutt'ora poco conosciuto tra gli appassionati (complici le riviste che non hanno reale interesse a smascherare i limiti di prodotti sulla cui pubblicità campano...) ma permette di evidenziare molti "altarini" creati ad hoc (con prezzi inavvicinabili) su alcuni prodotti che spesso vengono ritenuti all'apice dell'hifi e che invece nei fatti non sono altro che enormi fonti di colorazioni date in pasto ad orecchie non molto educate all'ascolto di musica dal vivo non amplificata.
Beninteso una risposta in frequenza lineare su carico reale non vi dirà se un apparecchio "suona" ma può dirvi se ha potenzialmente i titoli per farlo.
Poi tale potenzialità potrà venire o meno espressa in funzione di quanto l'apparecchio risolva il problema fondamentale che causa impoverimento armonico, ma la base di partenza DEVE comunque essere un'adeguata linearità su carico reale.
Per contro una risposta in frequenza accidentata su carico reale vi dirà con certezza se l'apparecchio in oggetto si comporta come equalizzatore generando colorazioni proprie.
Tali differenze rispetto alla condizione di linearità (essendo talvolta evidentissime) possono venire anche interpretate come miglioramenti da orecchie inesperte...
Differenze distribuite di + o - 0,5dB su carico reale si possono invece considerare la "normalità" di un apparecchio comune con controlli di tono non escludibili ben progettato e rappresentano sfumature all'ascolto.
C'è chi sostiene che differenze localizzate di 0,1dB in particolari zone di frequenza siano udibili...personalmente, pur rispettando tale opinione, non mi spingo fino a tali limiti ma posso dire di avere udito con certezza differenze localizzate di 0,5dB.
Per chi volesse verificare la linearità del proprio ampli offro gratuitamente la possibilità di tracciare la risposta in frequenza su carico reale (che verrà poi pubblicata sul sito) di qualunque ampli commerciale che non sia già incluso nella lista sottostante, ovviamente per far ciò dovrete portarlo a casa mia...
Le prestazioni del set di misura permettono un'accuratezza valutabile entro 0,03dB nel range 20Hz-18Khz come si nota nel grafico set di misura con settaggio a 48kHz/16bit.
Trovate qui la curva di impedenza dei carichi reali utilizzati Grundig BOX400 e BOX300 : trattasi di diffusori due vie da 4 ohm nominali.
Da dicembre 2011 introduco anche la misura relativa alla RIAA , svolta con apposita rete "inverse RIAA" Il piccolo picco evidente sui 50Hz in tutte le misure relative agli ingressi phono dipende dal ronzio di rete captato appunto da tale circuito che mi sono costruito a cui manca una adeguata schermatura...per la funzione che deve svolgere non crea altri inconvenienti per cui (avendo ben poco tempo a disposizione per queste cose) va bene così.